Il punto di partenza è una Mercedes-AMG GT 63 S E Performance, la versione più potente della gamma, grigio scuro. Su un’auto così non c’è niente da correggere: il proprietario è arrivato con un problema preciso e un’idea di come voleva sentirla.
Un’ala fissa al posto dello spoiler attivo
Lo spoiler di serie è mobile: si alza e si abbassa da solo secondo la velocità, e su questa auto dava problemi. La soluzione non è stata ripararlo, ma cambiarne il principio: abbiamo montato un’ala fissa, che sta sempre nella posizione giusta e non ha niente che si possa rompere. La movimentazione originale l’abbiamo disattivata via codifica, così la centralina non cerca più di comandare un componente che non c’è più.
Sulla verniciatura abbiamo fatto una scelta a due toni: la parte bassa in tinta con la carrozzeria, perché si legga come una linea continua dell’auto, e la parte alta in nero lucido, perché il profilo si stacchi. Da dietro sembra un pezzo di fabbrica; da vicino si capisce che non lo è.
Downpipe 200 celle: il lavoro sul sound
La seconda richiesta era dare più carattere all’auto, e su una GT 63 S il carattere passa dal suono. Abbiamo installato dei downpipe 200 celle, fasciati e coibentati. La fasciatura non è un dettaglio estetico: tiene il calore dentro il collettore invece di scaricarlo nel vano motore. Il risultato è una voce più piena, senza che diventi fastidiosa nell’uso di tutti i giorni.
Due interventi, due problemi diversi: uno di affidabilità, uno di carattere. Entrambi risolti sulla stessa auto, senza toccare quello che già funzionava.
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